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Articolo 1: La Neurobiologia della Sindrome di Tourette e i Circuiti CSTC

Articolo 1: La Neurobiologia della Sindrome di Tourette e i Circuiti CSTC

 

La Sindrome di Gilles de la Tourette (GTS) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla persistenza di tic motori e fonici per un periodo superiore a un anno. Sebbene la diagnosi sia clinica, la comprensione scientifica della Tourette ha fatto passi da gigante, spostandosi da una visione puramente comportamentale a una solida base neurobiologica. Al centro di questo disturbo si trova una disfunzione nei circuiti cortico-striato-talamo-corticali (CSTC).

​I Circuiti Cortico-Striato-Talamo-Corticali (CSTC)

​Il cervello umano organizza il movimento e il comportamento attraverso una serie di "loop" o circuiti chiusi che collegano la corteccia cerebrale con le strutture profonde del cervello, i gangli della base, e il talamo. Nella GTS, questi circuiti non funzionano correttamente.

​In condizioni fisiologiche, i circuiti CSTC fungono da filtro. La corteccia invia diverse opzioni di movimento allo striato (la "porta d'ingresso" dei gangli della base). Lo striato, attraverso due percorsi principali (la via diretta e la via indiretta), seleziona l'azione desiderata e inibisce quelle indesiderate. Nella Tourette, si verifica un deficit di questo processo di filtraggio: impulsi motori che dovrebbero essere soppressi vengono invece trasmessi attraverso il talamo di nuovo alla corteccia, manifestandosi come tic.

​Il Ruolo della Dopamina e la Disinibizione

​L'ipotesi neurochimica prevalente nella GTS è quella dell'iperattività dopaminergica. La dopamina è il principale modulatore dei gangli della base. Un eccesso di dopamina nello striato, o una ipersensibilità dei recettori post-sinaptici, porta a uno squilibrio tra le vie di segnalazione.

​Questa "tempesta" dopaminergica causa una disinibizione involontaria. Studi di neuroimaging hanno confermato che durante l'esecuzione di un tic, si osserva un'attivazione anomala non solo nelle aree motorie, ma anche nel sistema limbico, suggerendo che i tic siano influenzati da stati emotivi e sensoriali (i cosiddetti "urge" o impulsi premonitori).

​Alterazioni Strutturali e Funzionali

​Le ricerche basate sulla risonanza magnetica (MRI) hanno evidenziato una riduzione del volume del nucleo caudato (una parte dello striato) sia nei bambini che negli adulti con GTS. Questa riduzione volumetrica è spesso correlata alla gravità dei tic. Inoltre, sembra esserci un'alterazione nella connettività tra le aree motorie supplementari e la corteccia motoria primaria, indicando che il cervello dei pazienti tourettiani ha difficoltà a mantenere il "freno" neurale necessario per la stabilità motoria.

​Conclusione del Modulo 1

​In sintesi, la Sindrome di Tourette non è un semplice "vizio" motorio, ma la manifestazione di un'architettura neurale che fatica a filtrare le informazioni motorie in uscita. La comprensione di questa disfunzione dei circuiti CSTC è fondamentale per spiegare perché i cannabinoidi, agendo come modulatori di questi stessi circuiti, rappresentino oggi una frontiera terapeutica così promettente.

​Riferimenti Bibliografici

  • Augustine, F., & Singer, H. S. (2018). Neurobiology of Tourette’s Syndrome: Concepts of Neurodevelopment and Pathophysiology. In: Tourette Syndrome. Oxford University Press.
  • Albin, R. L., & Mink, J. W. (2006). Recent advances in Tourette syndrome research. Trends in Neurosciences, 29(3), 175-182.
  • Leckman, J. F., et al. (2010). Neurobiology of Tourette's syndrome. Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology, 20(6), 449-459.
  • Mink, J. W. (2001). Basal ganglia dysfunction in Tourette's syndrome: A new hypothesis. Pediatric Neurology, 25(3), 190-198.
  • Williams, R. J., et al. (2020). The Role of the Cortico-Striato-Thalamo-Cortical Circuitry in Tourette Syndrome. Frontiers in Neurology.

[Articolo 2] Il Sistema Endocannabinoide (ECS): Architettura dei recettori CB_1 e CB_2 nei gangli della base



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