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Articolo 14: Tossicologia e Profilo di Tollerabilità

Articolo 14: Tossicologia e Profilo di Tollerabilità

 

La cannabis medica è generalmente considerata una sostanza con un elevato indice di sicurezza terapeutica; a differenza degli oppioidi, non esistono recettori cannabinoidi nelle aree del tronco encefalico che controllano la respirazione, il che rende virtualmente impossibile l'overdose letale per depressione respiratoria. Tuttavia, l'interazione con il Sistema Nervoso Centrale richiede un monitoraggio attento, specialmente in una patologia neurodegenerativa come la SM.

​1. Tossicodinamica: Effetti a Breve Termine

​Gli effetti avversi acuti sono solitamente dose-dipendenti e legati principalmente all'azione del THC sui recettori CB1. I più comuni includono:

  • Effetti Cardiovascolari: Tachicardia transitoria e ipotensione ortostatica. Questo avviene per la modulazione del tono autonomico e richiede cautela in pazienti con patologie cardiache pregresse.
  • Effetti Neurologici: Vertigini, sonnolenza e talvolta una transitoria compromissione della coordinazione motoria fine.
  • Effetti Psichiatrici: In soggetti predisposti o a dosaggi elevati, possono manifestarsi ansia acuta, disorientamento o, raramente, episodi psicotici paranoidei.

​L'uso di formulazioni bilanciate (THC:CBD 1:1) o a dominanza CBD riduce drasticamente l'incidenza di questi eventi, poiché il CBD agisce come modulatore allosterico negativo, limitando l'iper-attivazione dei recettori CB1 da parte del THC.

​2. Impatto Cognitivo e Neuroplasticità a Lungo Termine

​Una delle preoccupazioni maggiori nel trattamento della SM è l'effetto della cannabis sulla cognizione, già potenzialmente compromessa dalla malattia stessa.

  • Memoria e Attenzione: Il THC può interferire con la memoria di lavoro a breve termine agendo sui recettori CB1 dell'ippocampo. Tuttavia, studi a lungo termine su pazienti SM che utilizzano estratti standardizzati non hanno mostrato un declino cognitivo accelerato rispetto ai gruppi di controllo.
  • Neuroprotezione vs Tossicità: Se da un lato dosi elevate di THC possono influenzare la velocità di elaborazione, dall'altro l'azione antinfiammatoria dei cannabinoidi (come analizzato nei Moduli 1 e 2) protegge i neuroni dal danno cronico, suggerendo che un dosaggio terapeutico controllato possa avere un bilancio cognitivo neutro o persino positivo nel tempo.

​3. Tolleranza e Dipendenza

​A differenza dell'uso ricreazionale, l'uso medico segue protocolli di titolazione che minimizzano lo sviluppo di tolleranza (la necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto). Nella SM, la tolleranza agli effetti collaterali (come le vertigini) si sviluppa spesso più rapidamente della tolleranza agli effetti terapeutici (come l'azione antispastica), permettendo una gestione cronica efficace.

​Il rischio di dipendenza fisica è estremamente basso nei contesti clinici monitorati, e l'eventuale sospensione della terapia deve essere graduale per evitare fenomeni di rebound dei sintomi originali (spasticità o dolore).

​Bibliografia Scientifica

  • Iffland, K., & Grotenhermen, F. (2017). An Update on Safety and Side Effects of Cannabidiol: A Review of Clinical Data and Relevant Animal Studies. Cannabis and Cannabinoid Research.
  • Wang, T., et al. (2008). Adverse effects of medical cannabinoids: a systematic review. CMAJ, 178(13), 1669-1678.
  • Volkow, N. D., et al. (2014). Adverse health effects of marijuana use. New England Journal of Medicine, 370(23), 2219-2227.
  • Armentano, P. (2013). Cannabinoids and the Brain. In: The Handbook of Psychopharmacology.
  • Robson, P. (2001). Therapeutic aspects of cannabis and cannabinoids. British Journal of Psychiatry.

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👉 [Modulo 4 - Articolo 15: Legislazione e Modalità di Prescrizione (DM 9/11/2015)]


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