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Articolo 15: Il Dosaggio – Perché "iniziare piano e andare piano" è la regola d'oro

Articolo 15: Il Dosaggio – Perché "iniziare piano e andare piano" è la regola d'oro

 

Una delle sfide più grandi per un paziente che inizia la cannabis medica è accettare che, per le prime settimane, dovrà trasformarsi in un piccolo scienziato di se stesso. Se prendi un'aspirina, sai che dopo 20 minuti il mal di testa passerà. Con la cannabis nel Parkinson, il processo è più simile alla sintonizzazione di una vecchia radio: devi girare la manopola millimetro dopo millimetro finché il suono (il tuo benessere) non diventa limpido e privo di interferenze.

​Il protocollo internazionale più accreditato si riassume in una frase inglese: "Start Low, Go Slow" (Inizia piano, procedi piano). In questo articolo vedremo come applicare questa regola nella vita di tutti i giorni.

​1. La "Finestra Terapeutica": Il tuo punto di equilibrio

​In medicina, la finestra terapeutica è lo spazio tra la dose minima che serve a sentire i benefici e la dose massima oltre la quale compaiono gli effetti collaterali.

Nel Parkinson, questa finestra è molto stretta:

  • Troppa poca cannabis: Non senti alcun miglioramento sulla rigidità o sul sonno.
  • Troppa cannabis: Ti senti confuso, troppo stanco o rischi cali di pressione.
  • La dose giusta: È quella che ti permette di muoverti meglio, sentire meno dolore e rimanere perfettamente lucido e attivo.

​2. Il Protocollo delle Gocce (Titolazione)

​La maggior parte dei neurologi prescrive l'olio proprio per la sua facilità di dosaggio. Ecco come si svolge solitamente una titolazione standard:

  • Fase 1 (Giorni 1-3): Si inizia con una sola goccia (solitamente la sera). Questo serve a testare come reagisce il tuo corpo mentre sei a letto, protetto da eventuali lievi vertigini.
  • Fase 2 (Giorni 4-7): Se non hai avuto effetti negativi, aggiungi una goccia al mattino. Ora prendi 1 goccia a colazione e 1 goccia prima di dormire.
  • Fase 3 (Seconda settimana): Continui ad aumentare di una goccia ogni 3 giorni, osservando attentamente i sintomi.

​L'obiettivo non è arrivare a un numero alto di gocce, ma fermarsi esattamente alla dose minima che ti fa sentire meglio. Molti pazienti scoprono che il loro "numero magico" è molto più basso di quanto immaginassero.

​3. L'importanza del Diario Terapeutico

​Poiché il Parkinson ha alti e bassi naturali, è facile confondersi. Per questo è vitale tenere un diario. Non serve scrivere un romanzo, bastano poche annotazioni:

  • Quante gocce ho preso?
  • A che ora?
  • Come valuto il mio tremore da 1 a 10?
  • Come valuto la mia rigidità?
  • Mi sento lucido?

​Dopo 15 giorni, rileggendo il diario, emergerà un disegno chiaro: ti accorgerai, ad esempio, che con 4 gocce il dolore scompare ma sei troppo assonnato, mentre con 3 gocce il dolore è sopportabile e sei attivo. Ecco trovata la tua dose.

​4. Il ruolo del Cibo: Grassi e Assorbimento

​I cannabinoidi sono "lipofili", ovvero amano i grassi. Se prendi l'olio a stomaco completamente vuoto, il corpo ne assorbirà circa il 5-10%. Se lo prendi dopo un pasto che contiene un po' di grassi sani (come olio d'oliva, avocado o frutta secca), l'assorbimento può raddoppiare o triplicare.

Consiglio pratico: Cerca di assumere le tue gocce sempre nelle stesse condizioni (es. sempre dopo i pasti) per evitare che un giorno l'effetto sia debole e il giorno dopo troppo forte.

​5. Perché non confrontarsi con gli altri pazienti?

​È la tentazione più comune nei gruppi di supporto: "Mio cognato ne prende 20 gocce e sta benissimo, perché io con 5 mi sento stordito?".

La risposta è nel tuo fegato e nei tuoi recettori. Alcune persone hanno molti recettori CB1 e sono sensibilissime, altre ne hanno meno. Inoltre, il metabolismo di ognuno smaltisce le molecole a velocità diverse. La tua dose è personale come la tua impronta digitale.

​6. Quando fermarsi o tornare indietro?

​Se arrivi a un dosaggio in cui senti un beneficio fantastico sul tremore, ma inizi ad avere la bocca troppo secca o ti senti un po' instabile sulle gambe, significa che hai superato la tua finestra terapeutica.

Niente panico: basta tornare al dosaggio del giorno precedente. La cannabis è molto clemente: gli effetti spariscono in poche ore e puoi ristabilizzare la dose ideale senza danni.

​In sintesi per il pubblico

​Il dosaggio della cannabis nel Parkinson è un esercizio di pazienza e consapevolezza. Non cercare il risultato immediato; cerca il risultato duraturo. Procedendo lentamente, dai al tuo sistema nervoso il tempo di adattarsi e ai recettori il tempo di "sintonizzarsi". Il premio per questa pazienza è una terapia efficace, sicura e che ti restituisce il controllo della tua vita quotidiana.

​Riferimenti Bibliografici

  1. MacCallum, C. A., & Russo, E. B. (2018). "Practical considerations in medical cannabis administration and dosing." European Journal of Internal Medicine. La guida clinica di riferimento per il dosaggio.
  2. Lucas, P., et al. (2018). "Cannabis as a substitute for opioid-based pain medication: Patient self-report." Cannabis and Cannabinoid Research. Mostra come il dosaggio personalizzato riduca l'uso di farmaci pericolosi.
  3. Bonn-Miller, M. O., et al. (2017). "Labeling accuracy of cannabidiol extracts sold online." JAMA. Sottolinea l'importanza di usare prodotti medici titolati per poter calcolare la dose con precisione.
  4. Ujvary, I., & Hanus, L. (2016). "Human Metabolites of Cannabidiol: A Review on Their Formation, Biological Activities, and Relevance in Therapy." Cannabis and Cannabinoid Research.
  5. Millar, S. A., et al. (2018). "A Systematic Review on the Pharmacokinetics of Cannabidiol in Humans." Frontiers in Pharmacology.

Prossimo articolo: Aspetti Legali in Italia: Come accedere alla cannabis medica? Vedremo l'iter burocratico, la prescrizione e il ruolo del Sistema Sanitario Nazionale.

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