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Articolo 2: Anatomia Patologica e Topografia delle Lesioni Demielinizzanti

Articolo 2: Anatomia Patologica e Topografia delle Lesioni Demielinizzanti

 

La Sclerosi Multipla è morfologicamente definita dalla presenza di aree focali di demielinizzazione, denominate "placche". Queste lesioni non sono statiche, ma evolvono nel tempo, riflettendo lo stato dell'infiammazione e la capacità (spesso limitata) di riparazione del tessuto nervoso.

​1. Istologia della Placca: Ciclo di Vita del Danno

​Dal punto di vista istopatologico, le lesioni vengono classificate in base alla loro attività cellulare, un fattore che determina la gravità dei sintomi e la risposta ai trattamenti, inclusi quelli basati sui cannabinoidi:

  • Placche Attive: Sono caratterizzate da una massiccia infiltrazione di macrofagi e linfociti. Qui la mielina viene attivamente distrutta. I macrofagi appaiono saturi di lipidi (detriti mielinici), segno di una fagocitosi recente.
  • Placche Croniche Attive (Smoldering): Queste lesioni presentano un centro ipocellulare "bruciato", ma i bordi mostrano una corona di microglia attivata. È in queste aree che il Sistema Endocannabinoide tenta una modulazione: la microglia di confine esprime un'alta densità di recettori CB2, suggerendo che il SEC cerchi di arginare l'espansione della lesione.
  • Placche Inattive: Rappresentano la cicatrice finale. La mielina è assente, gli oligodendrociti sono scomparsi e lo spazio è occupato da una densa rete di astrociti (gliosi).

​2. Topografia e Tropismo delle Lesioni

​La SM mostra una predilezione per specifiche aree neuroanatomiche, un concetto fondamentale per la clinica (disseminazione nello spazio):

  1. Aree Periventricolari: Le lesioni si sviluppano attorno ai ventricoli laterali, seguendo il decorso delle piccole vene midollari. Questo pattern è noto come "Dita di Dawson".
  2. Sostanza Grigia Corticale: Sebbene tradizionalmente considerata una malattia della sostanza bianca, oggi sappiamo che la corteccia è colpita precocemente. Il danno corticale è meno infiammatorio ma più degenerativo, ed è strettamente correlato ai sintomi cognitivi.
  3. Midollo Spinale: Le placche midollari interessano solitamente i cordoni laterali e posteriori, spiegando la frequenza di sintomi motori e sensitivi (segno di Lhermitte).

​3. La Barriera Chimica: Gliosi e Inibitori della Riparazione

​All'interno della placca, gli astrociti reattivi producono molecole chiamate condroitin-solfato proteoglicani (CSPG). Queste sostanze formano una barriera chimica che impedisce ai precursori degli oligodendrociti di entrare nella lesione per riparare la mielina.

​La ricerca scientifica sta indagando come i fitocannabinoidi possano influenzare questo microambiente. In particolare, il CBD (Cannabidiolo) ha mostrato in modelli sperimentali la capacità di ridurre l'attivazione astrocitaria eccessiva, suggerendo un potenziale ruolo non solo sintomatico, ma protettivo contro la formazione di cicatrici gliali impenetrabili.

​Bibliografia Scientifica

  • Lassmann, H., Brück, W., & Lucchinetti, C. F. (2007). The immunopathology of multiple sclerosis: an overview. Brain Pathology, 17(2), 210-218.
  • Geurts, J. J., & Barkhof, F. (2008). Grey matter pathology in multiple sclerosis. The Lancet Neurology, 7(9), 841-851.
  • Kutzelnigg, A., et al. (2005). Cortical demyelination and diffuse white matter injury in chronic multiple sclerosis. Brain, 128(11), 2705-2712.
  • Maresz, K., et al. (2007). Modulation of the cannabinoid CB2 receptor in microglial cells. Journal of Neurochemistry (studi su infiammazione compartimentalizzata).
  • Lucchinetti, C. F., et al. (2011). Inflammatory cortical demyelination in early multiple sclerosis. New England Journal of Medicine, 365(23), 2188-2197.

Prossimo articolo della serie:

👉 [Modulo 1 - Articolo 3: Gliosi Reattiva, Astrociti e il Sistema Endocannabinoide]


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