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11. Metodi di Assunzione e Biodisponibilità: Vaporizzazione, Oli, Edibili e Topici

11. Metodi di Assunzione e Biodisponibilità: Vaporizzazione, Oli, Edibili e Topici

 

Introduzione: La Farmacocinetica dei Cannabinoidi

​Quando parliamo di biodisponibilità, ci riferiamo alla frazione di principio attivo che raggiunge la circolazione sistemica e che è effettivamente in grado di produrre un effetto terapeutico. I cannabinoidi sono molecole altamente lipofile (si sciolgono nei grassi), il che rende il loro assorbimento complesso e variabile.

​Nel dolore neuropatico, la strategia terapeutica spesso prevede un approccio combinato: una via a lento rilascio per coprire il dolore basale e una via rapida per gestire le crisi acute o le esacerbazioni notturne.

​1. La Via Inalatoria: Vaporizzazione (Azione Rapida)

​La vaporizzazione della cannabis (da non confondere con il fumo) consiste nel riscaldare le infiorescenze o gli estratti a temperature controllate (solitamente tra 180°C e 210°C). Questo permette di rilasciare i cannabinoidi e i terpeni senza raggiungere la combustione, evitando così l'inalazione di monossido di carbonio e idrocarburi policiclici aromatici.

  • Biodisponibilità: Circa il 10-35%.
  • Tempo di insorgenza: Quasi immediato (2-5 minuti).
  • Durata: Breve (2-3 ore).
  • Vantaggi clinici: Ideale per la nevralgia del trigemino o attacchi improvvisi di allodinia. Permette al paziente di "autotitolarsi" (assumere solo la quantità necessaria per fermare il dolore).

​2. La Via Orale e Sublinguale: Oli e Galenici (Azione Prolungata)

​Gli oli a base di cannabis (estratti in olio di oliva o MCT) sono la forma più comune di prescrizione per il dolore cronico.

  • Olio Sublinguale: Tenendo le gocce sotto la lingua, una parte dei cannabinoidi entra direttamente nel sangue attraverso i capillari della bocca, evitando il primo passaggio epatico. L'azione inizia in 15-45 minuti.
  • Ingestione Orale (Capsule o Oli deglutiti): I cannabinoidi passano per l'apparato digerente e il fegato. Qui il THC viene trasformato in 11-idrossi-THC, un metabolita molto più potente e a lunga durata.
    • Biodisponibilità: Bassa (4-12%) a causa dell'effetto di primo passaggio.
    • Tempo di insorgenza: Lento (60-120 minuti).
    • Durata: Estesa (6-10 ore).
  • Vantaggi clinici: Fondamentale per la neuropatia diabetica e la fibromialgia, dove serve una copertura costante per tutto il giorno o per garantire il riposo notturno.

​3. La Via Topica: Creme e Gel (Azione Locale)

​Sebbene i cannabinoidi topici non raggiungano quasi mai il flusso sanguigno (non sono psicoattivi), i recettori CB1 e CB2 sono presenti in abbondanza nelle terminazioni nervose della pelle.

  • Meccanismo: Il CBD o il THC topico agiscono direttamente sui nocicettori periferici e sui recettori vanilloidi.
  • Vantaggi clinici: Utilissimi nelle neuropatie localizzate, come la nevralgia post-erpetica o il dolore focale ai piedi nel diabete. Possono essere usati come coadiuvanti della terapia sistemica per ridurre la sensibilità al tocco (allodinia).

​4. Edibili e "Kitchen Medicine"

​Sebbene popolari nel mercato ricreativo, gli edibili presentano sfide in ambito clinico. L'assorbimento dipende enormemente dal contenuto di grassi del pasto (i grassi aumentano l'assorbimento fino a 3-4 volte). Questa variabilità rende difficile la precisione del dosaggio necessaria in neurologia.

Considerazioni Cliniche sulla Biodisponibilità

​Per massimizzare l'efficacia, i medici spesso consigliano di assumere estratti oleosi dopo un pasto contenente grassi sani (come avocado o olio d'oliva), poiché questo stabilizza la biodisponibilità orale e riduce le fluttuazioni dell'effetto analgesico.

​Conclusione Didattica

​Non esiste un metodo di assunzione "migliore" in assoluto, ma esiste quello più adatto al tipo di neuropatia. Un paziente con fibromialgia trarrà maggior beneficio da un olio sublinguale costante, mentre un paziente con nevralgia del trigemino avrà bisogno della vaporizzazione per gestire l'acuzie. La combinazione sapiente di queste vie, nota come terapia multimodale, è ciò che permette di ottimizzare il profilo terapeutico riducendo al minimo gli effetti collaterali.

​Bibliografia

  1. Huestis, M. A. (2007). Human Cannabinoid Pharmacokinetics. Chemistry & Biodiversity, 4(8), 1770-1804.
  2. Maccarrone, M., et al. (2015). Endocannabinoid signaling at the periphery: 50 years after THC. Trends in Pharmacological Sciences.
  3. Millar, S. A., et al. (2018). A Systematic Review on the Pharmacokinetics of Cannabidiol in Humans. Frontiers in Pharmacology.
  4. Grotenhermen, F. (2003). Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Cannabinoids. Clinical Pharmacokinetics, 42(4), 327-360.
  5. Bruni, N., et al. (2018). Cannabinoid Delivery Systems for Pain and Inflammation Treatment. Molecules, 23(10), 2478.

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