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Articolo 8: Vie di Somministrazione: Comparazione tra vaporizzazione, oli sublinguali, estratti galenici e preparazioni topiche

Articolo 8: Vie di Somministrazione: Comparazione tra vaporizzazione, oli sublinguali, estratti galenici e preparazioni topiche

 

La Scelta Strategica della Via di Somministrazione

​Nella medicina basata sulla cannabis, la modalità con cui i principi attivi entrano nell'organismo è determinante quanto la composizione chimica della varietà scelta. Per un paziente oncologico, la via di somministrazione deve essere selezionata in base all'obiettivo terapeutico: gestire un dolore cronico e costante, contrastare una crisi acuta (dolore episodico intenso), o agire localmente su una lesione cutanea o muscolare.

​Ogni via presenta vantaggi e limiti in termini di biodisponibilità, velocità d'azione e durata dell'effetto. La comprensione di queste dinamiche permette al medico e al paziente di costruire una terapia "su misura".

​1. Via Inalatoria: La Vaporizzazione

​La vaporizzazione consiste nel riscaldare le infiorescenze di cannabis a una temperatura controllata (solitamente tra 170°C e 210°C), sufficiente a rilasciare i cannabinoidi e i terpeni sotto forma di vapore, ma inferiore alla temperatura di combustione.

  • Vantaggi: L'effetto è quasi immediato (5-10 minuti), poiché i principi attivi passano direttamente dai polmoni al sangue. È la via d'elezione per il "dolore breakthrough" o per attacchi improvvisi di nausea. Permette inoltre un'auto-titolazione rapida: il paziente può fermarsi non appena avverte il sollievo desiderato.
  • Limiti: La durata dell'effetto è breve (2-3 ore), richiedendo somministrazioni frequenti se usata come unica terapia. È controindicata in pazienti con gravi patologie respiratorie o tumori polmonari in fase avanzata che compromettono la capacità respiratoria.

​2. Via Orale e Sublinguale: Oli ed Estratti Galenici

​In Italia, la forma più comune di prescrizione è l'estratto in olio (spesso olio di oliva di grado farmaceutico) preparato dal farmacista galenico partendo dalle infiorescenze.

  • Somministrazione Sublinguale: Trattenendo le gocce d'olio sotto la lingua per circa 60-90 secondi, una parte dei cannabinoidi viene assorbita dai capillari della mucosa orale. Questo garantisce un'insorgenza d'azione intermedia (15-45 minuti).
  • Somministrazione Orale (Deglutizione): Quando l'olio o le capsule vengono deglutiti, il passaggio avviene attraverso l'apparato digerente e il fegato.
  • Vantaggi: L'effetto è molto duraturo (6-8 ore), ideale per coprire il dolore cronico basale e garantire il riposo notturno.
  • Limiti: L'insorgenza è lenta (60-120 minuti) e la biodisponibilità può essere influenzata dalla presenza di cibo nello stomaco. Inoltre, il passaggio epatico trasforma il THC in 11-OH-THC, un metabolita più potente che può aumentare l'incidenza di effetti psicoattivi indesiderati.

​3. Via Topica: Creme e Unguenti

​Sebbene meno comune, l'applicazione locale di preparati a base di cannabinoidi sta guadagnando interesse in oncologia per il trattamento di problematiche localizzate.

  • Meccanismo: I cannabinoidi interagiscono con i recettori CB1 e CB2 presenti nelle cellule della pelle e nelle terminazioni nervose periferiche.
  • Applicazioni: Utile per dolori articolari localizzati, infiammazioni cutanee o ferite neoplastiche dolorose. Il vantaggio principale è l'assenza totale di effetti psicoattivi sistemici, poiché i cannabinoidi applicati sulla cute integra non raggiungono il flusso sanguigno in concentrazioni rilevanti.

​4. Somministrazione Rettale o Vaginale

​In casi specifici, come nei tumori del distretto pelvico o in pazienti con grave vomito incoercibile che impedisce la via orale, possono essere prescritti ovuli o supposte galeniche.

  • Vantaggi: Questa via evita il metabolismo di primo passaggio epatico, garantendo una buona biodisponibilità e un'azione locale mirata sui plessi nervosi pelvici, spesso sede di dolore viscerale intenso.

​Considerazioni Cliniche per l'Integrazione

​Nella pratica clinica oncologica, la strategia vincente è spesso l'approccio combinato (terapia multimodale):

  1. Terapia di base: Somministrazione orale di olio (THC/CBD) due o tre volte al giorno per mantenere un livello di analgesia costante.
  2. Terapia al bisogno: Vaporizzazione di infiorescenze per gestire i picchi di dolore che "sfondano" la copertura dell'olio.

​È fondamentale che il paziente sia istruito correttamente sull'uso dei dispositivi (vaporizzatori certificati) e sulle modalità di conservazione degli estratti oleosi, che devono essere protetti dalla luce e dal calore per evitare la degradazione dei principi attivi in composti meno efficaci (come la trasformazione del THC in CBN).

​Conclusioni

​Non esiste una via di somministrazione "migliore" in assoluto, ma esiste quella più adatta alla fase della malattia e al tipo di dolore del paziente. La flessibilità offerta dalle diverse preparazioni galeniche permette di adattare la terapia alle mutevoli esigenze della persona assistita, garantendo la massima efficacia analgesica con il minor impatto possibile sulla vita quotidiana.

​Riferimenti Bibliografici

  1. MacCallum, C. A., & Russo, E. B. (2018). Practical considerations in medical cannabis administration and dosing. European Journal of Internal Medicine, 49, 12-19.
  2. Huestis, M. A. (2007). Human cannabinoid pharmacokinetics. Chemistry & Biodiversity, 4(8), 1770-1804.
  3. Borgelt, L. M., et al. (2013). The pharmacologic and clinical effects of medical cannabis. Pharmacotherapy: The Journal of Human Pharmacology and Drug Therapy, 33(2), 195-209.
  4. Grotenhermen, F. (2003). Pharmacokinetics and pharmacodynamics of cannabinoids. Clinical Pharmacokinetics, 42(4), 327-360.
  5. Polastro, F., et al. (2011). Applied science: Extraction of cannabis for medical use. In: Cannabis: From Cultivation to Chemotaxonomy.

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