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Articolo 09: Oli, Capsule e Galenici

Articolo 09: Oli, Capsule e Galenici

 

Quando si parla di cannabis per la malattia di Alzheimer, è necessario abbandonare ogni immaginario legato all'uso ricreativo. In ambito clinico, la cannabis è un farmaco galenico a tutti gli effetti, preparato da farmacisti esperti seguendo standard rigorosi. Per un paziente anziano e fragile, la via di somministrazione deve essere costante, prevedibile e facilmente gestibile dal caregiver. In questo articolo esploreremo le diverse forme farmaceutiche e i motivi per cui l'estrazione in olio è oggi il "gold standard" nel trattamento delle demenze.

​1. La Preparazione Galenica: Personalizzazione e Purezza

​In Italia e in molti paesi europei, la cannabis medica viene prescritta come preparato galenico magistrale. Questo significa che il medico specifica sulla ricetta la varietà di pianta (es. Bedrocan, Bediol, Bedrolite) e la concentrazione desiderata di THC e CBD.

Il farmacista esegue l'estrazione garantendo:

  • Titolazione: La certezza che in ogni millilitro ci siano esattamente i milligrammi di principio attivo prescritti.
  • Assenza di contaminanti: Eliminazione di muffe, metalli pesanti o pesticidi che potrebbero essere fatali per un sistema immunitario senile.
  • Stabilità: Una formulazione che mantenga l'efficacia per tutta la durata della cura.

​2. L'Olio di Cannabis: Perché è la Scelta Migliore?

​L'estrazione in olio (solitamente olio di oliva o olio MCT) è la forma più utilizzata nell'Alzheimer per diversi motivi tecnici e pratici:

  • Assorbimento Sublinguale e Ingestione: Le gocce possono essere messe sotto la lingua per un effetto rapido, oppure mescolate al cibo (yogurt, purè) per pazienti con difficoltà di collaborazione o disfagia.
  • Dosaggio Millimetrico: Permette di aumentare la dose di una singola goccia alla volta, seguendo la tolleranza del paziente.
  • Lenta Rilascio: L'olio ingerito viene metabolizzato dal fegato, garantendo un effetto che dura dalle 6 alle 8 ore, ideale per coprire l'intera notte o l'intera giornata.

​[Image showing a standardized medical cannabis oil bottle with a precise dropper and a patient being assisted]

​3. Capsule Decarbossilate

​Per i pazienti nelle fasi iniziali della malattia, che mantengono una buona capacità di deglutizione, le capsule rappresentano una soluzione pratica.

  • Vantaggi: Evitano il sapore resinoso della cannabis (che alcuni pazienti rifiutano) e sono facili da trasportare e somministrare.
  • Svantaggi: Sono meno flessibili dell'olio. Se la dose in capsula è troppo forte, non è possibile "dividerla" facilmente come si farebbe con le gocce.

​4. Resine e Micro-estratti

​In casi di agitazione estrema o dolore acuto, si possono utilizzare resine più concentrate. Tuttavia, queste richiedono una manipolazione esperta poiché anche una quantità minima (pari a un chicco di riso) può contenere dosi elevate di THC. Raramente sono la prima scelta per un paziente con Alzheimer, a meno che non ci sia una resistenza documentata agli oli standard.

​5. Perché No alla Vaporizzazione?

​Sebbene la vaporizzazione delle infiorescenze sia la via più rapida per ottenere l'effetto (pochi minuti), è quasi sempre sconsigliata nell'Alzheimer:

  1. Complessità tecnica: Richiede l'uso di dispositivi che il paziente non è in grado di manovrare.
  2. Effetto "Picco": L'effetto arriva troppo velocemente e svanisce in fretta (2 ore), causando sbalzi d'umore o confusione che possono spaventare il malato.
  3. Salute Polmonare: Molti pazienti anziani hanno già compromissioni respiratorie che sconsigliano l'inalazione di vapori caldi.

​6. Il Ruolo del Farmacista Preparatore

​Il farmacista non è un semplice distributore, ma un garante della terapia. Attraverso tecniche come la decarbossilazione (un processo termico che attiva i cannabinoidi), trasforma la pianta grezza in un farmaco biodisponibile. Senza questo passaggio scientifico, la cannabis non avrebbe alcun effetto terapeutico sui recettori cerebrali.

​Conclusioni

​La forma farmaceutica è il ponte tra la pianta e il benessere del paziente. L'olio standardizzato rappresenta oggi la sintesi perfetta tra efficacia clinica e semplicità d'uso, permettendo ai caregiver di somministrare la terapia in totale sicurezza, goccia dopo goccia, monitorando costantemente la risposta del proprio caro.

​Bibliografia e Riferimenti Scientifici

  1. Gugliandolo, A., et al. (2020). "Cannabis Sativa: A Comprehensive Ethnobotany and Phytochemistry Review." Molecules. Studio sulla stabilità degli estratti oleosi.
  2. MacCallum, C. A., & Russo, E. B. (2018/2026). "Practical considerations in medical cannabis administration and dosing." European Journal of Internal Medicine. La guida definitiva per la somministrazione clinica.
  3. Pacifici, R., et al. (2017). "Clinical pharmacology of cannabinoids: Delivery systems and pharmacokinetics." Istituto Superiore di Sanità. Analisi italiana sulla biodisponibilità degli oli galenici.
  4. Citti, C., et al. (2016). "Analysis of cannabinoids in commercial hemp seed oil and decarboxylation kinetics." Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis.
  5. Grotenhermen, F. (2003). "Pharmacokinetics and pharmacodynamics of cannabinoids." Clinical Pharmacokinetics.

Prossimo Articolo: 

[Articolo 10: Il Protocollo "Start Low, Go Slow" - Come personalizzare il dosaggio nel paziente anziano per evitare effetti avversi]

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