In geriatria, il corpo del paziente reagisce ai farmaci in modo differente rispetto a un giovane: il metabolismo è più lento, l'assorbimento è alterato e la sensibilità neuronale è maggiore. Per queste ragioni, nell'uso della cannabis medica per l'Alzheimer, si applica rigorosamente il protocollo internazionale "Start Low, Go Slow" (inizia con poco, procedi lentamente). Non esiste una "dose standard" uguale per tutti; la terapia deve essere personalizzata, goccia dopo goccia, per trovare la finestra terapeutica ideale per il singolo individuo.
1. Perché l’Anziano Fragile Richiede Cautela?
Il fegato e i reni di un paziente anziano impiegano più tempo per eliminare i principi attivi. Se la dose iniziale è troppo alta, il farmaco si accumula, portando a effetti collaterali che possono spaventare il malato e la famiglia. Nel cervello affetto da Alzheimer, inoltre, la barriera emato-encefalica è spesso compromessa ("leaky brain"), rendendo i neuroni ancora più sensibili all'azione psicoattiva del THC.
2. La Fase 1: "Start Low" (Inizia con Poco)
La terapia inizia sempre con una dose minima, spesso considerata "micro". La somministrazione avviene solitamente tramite oli standardizzati.
Un esempio di protocollo iniziale potrebbe essere:
- Serum (Olio): 1 goccia sotto la lingua (sublinguale) o mescolata al cibo.
- Frequenza: Inizialmente una sola volta al giorno (es. prima di dormire, se il problema è l'insonnia) o due volte (es. mattina e sera, se il problema è l'agitazione).
- Obiettivo: Valutare la tolleranza. Questa dose micro non è progettata per avere un effetto clinico immediato, ma per "abituare" i recettori del cervello senza causare alcun disagio.
3. La Fase 2: "Go Slow" (Procedi Lentamente)
Il dosaggio non viene mai aumentato prima che siano passati 3-5 giorni dalla dose precedente. Questo tempo è necessario affinché i recettori cerebrali si "adattino" e il fegato metabolizzi l'accumulo residuo.
L'incremento avviene in modo geometrico:
- Giorno 1-4: 1 goccia (mattina) + 1 goccia (sera).
- Giorno 5-8 (se tollerato): 2 gocce (mattina) + 1 goccia (sera).
- Giorno 9-12 (se tollerato): 2 gocce (mattina) + 2 gocce (sera). Questo processo continua finché non si raggiunge l'effetto desiderato (es. sonno regolare, fine dell'aggressività) o finché non compaiono lievi effetti collaterali (es. eccessiva sonnolenza).
4. Trovare la "Finestra Terapeutica"
La dose ideale si trova quando il paziente trae beneficio senza sperimentare confusione, sedazione eccessiva o vertigini. Se durante l'aumento compare sonnolenza, si torna indietro alla dose precedente, che verrà considerata la "dose di mantenimento". Molti medici riferiscono che la dose ideale nell'Alzheimer è spesso sorprendentemente bassa, molto inferiore a quella usata nel dolore cronico oncologico.
5. Il Ruolo Cruciale del "Diario Terapeutico"
Per una corretta applicazione del protocollo, la collaborazione del caregiver è insostituibile. È necessario tenere un diario terapeutico:
- Ora e Dose: Quante gocce e a che ora.
- Sintomi: Valutare l'agitazione (es. scale 1-5) o la qualità del sonno.
- Eventi Avversi: Registrare qualsiasi cambiamento (es. il paziente ha più sete, è più lento, è confuso). Senza questo diario, il medico non può aggiustare la terapia con precisione.
Conclusioni
Il protocollo "Start Low, Go Slow" non è un limite, ma la più grande garanzia di sicurezza. Con la cannabis medica, non stiamo cercando un "effetto d'urto", ma una modulazione biologica delicata che rispetti la fragilità del cervello senile, goccia dopo goccia, fino a restituire la calma senza togliere la dignità.
Bibliografia e Riferimenti Scientifici
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[Articolo 11: Interazioni Farmacologiche - CBD, THC e i farmaci comuni]
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