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​Articolo 3: Gliosi Reattiva, Astrociti e il Sistema Endocannabinoide

 

​Articolo 3: Gliosi Reattiva, Astrociti e il Sistema Endocannabinoide

Nella Sclerosi Multipla, il danno non è limitato alla sola demielinizzazione. Il tessuto nervoso risponde all'insulto infiammatorio con una profonda riorganizzazione cellulare guidata dagli astrociti, le cellule di supporto più abbondanti del cervello. Questo processo, noto come gliosi reattiva, è il preludio alla formazione della cicatrice permanente (sclerosi).

​1. La Gliosi Reattiva: Un'arma a doppio taglio

​Quando i linfociti e la microglia rilasciano citochine pro-infiammatorie, gli astrociti entrano in uno stato "reattivo". Inizialmente, questo serve a circoscrivere l'infiammazione e a riparare la Barriera Emato-Encefalica. Tuttavia, una gliosi persistente produce effetti deleteri:

  • Barriera Fisica: Gli astrociti proliferano e intrecciano i loro prolungamenti, creando un denso tappeto fibroso che impedisce fisicamente il passaggio dei precursori degli oligodendrociti (OPC) verso l'area da riparare.
  • Inibizione Chimica: Secernono Proteoglicani (CSPG) che bloccano la differenziazione degli OPC in oligodendrociti maturi, impedendo di fatto la remielinizzazione spontanea.

​2. Up-regulation dei Recettori CB2 nella Microglia e negli Astrociti

​Il Sistema Endocannabinoide emerge come un attore protagonista nella modulazione di questa risposta. In condizioni fisiologiche, i recettori CB2 sono espressi a livelli minimi nel SNC. Tuttavia, durante la formazione della placca nella SM, si osserva una massiccia espressione di questi recettori proprio sulle cellule della microglia e sugli astrociti che circondano la lesione.

​L'attivazione dei recettori CB2 da parte di cannabinoidi endogeni o esogeni (come il CBD o il THC) induce:

  1. Riduzione della fagocitosi: Limita la distruzione indiscriminata della mielina sana da parte dei macrofagi.
  2. Modulazione del rilascio di glutammato: Gli astrociti reattivi tendono a rilasciare eccessivo glutammato, portando a morte neuronale per eccitotossicità. I cannabinoidi aiutano a stabilizzare questo rilascio.

​3. Effetto Antinfiammatorio dei Fitocannabinoidi sulla Glia

​L'integrazione della cannabis medica nella SM trova un fondamento biochimico nella capacità dei cannabinoidi di interagire con le vie di segnalazione intracellulari della glia. Il Cannabidiolo (CBD), in particolare, ha dimostrato di inibire la via del NF-kB, un complesso proteico responsabile della trascrizione di geni infiammatori.

​Riducendo l'attivazione della microglia "M1" (pro-infiammatoria) e favorendo lo stato "M2" (neuroprotettivo/riparativo), i cannabinoidi non solo alleviano i sintomi, ma intervengono potenzialmente nel microambiente della placca, rendendolo più permissivo alla riparazione assonale.

​Bibliografia Scientifica

  • Baker, D., et al. (2000). Cannabinoids control spasticity and tremor in a multiple sclerosis model. Nature, 404(6773), 84-87.
  • Maresz, K., et al. (2007). Direct antigen presentation by dendritic cells and macrophages at the blood-brain barrier is required for autoimmune inflammation. Journal of Neuroscience.
  • Mecha, M., et al. (2013). Cannabidiol provides long-lasting protection against the deleterious effects of inflammation in a viral model of multiple sclerosis. Neurobiology of Disease, 59, 141-150.
  • Zajicek, J. P., et al. (2003). Cannabinoids for treatment of spasticity and other symptoms related to multiple sclerosis (CAMS study). The Lancet, 362(9395), 1517-1526.
  • Centonze, D., et al. (2007). The endocannabinoid system in peripheral lymphocytes as a mirror of neuroinflammation. Multiple Sclerosis Journal.

Prossimo articolo della serie:

👉 [Modulo 1 - Articolo 4: Neurodegenerazione e il Potenziale Neuroprotettivo dei Cannabinoidi]


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