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Articolo 9: Semeiotica Neurologica – Fenotipizzazione delle Ricadute

Articolo 9: Semeiotica Neurologica – Fenotipizzazione delle Ricadute

 

La presentazione clinica della Sclerosi Multipla è estremamente eterogenea, tanto da essere definita "la malattia dai mille volti". La semeiotica neurologica (lo studio dei segni e dei sintomi) è lo strumento fondamentale per identificare la sede delle lesioni e monitorare l'efficacia delle terapie farmacologiche.

​1. La Ricaduta (Poussin): Definizione e Fisiopatologia

​Una ricaduta (o relapse) è definita dalla comparsa di nuovi sintomi neurologici o dal peggioramento di sintomi preesistenti, con una durata minima di 24 ore e in assenza di febbre o infezioni (fenomeno di Uhthoff).

​Dal punto di vista clinico, le manifestazioni variano in base alla localizzazione della placca:

  • Neurite Ottica Retrobulbare (NORB): Spesso il sintomo d'esordio. Si manifesta con calo del visus (scotoma centrale) e dolore ai movimenti oculari. Riflette l'infiammazione del nervo ottico.
  • Sintomi Sensitivi: Parestesie, ipoestesie o il caratteristico "Segno di Lhermitte" (una sensazione di scossa elettrica che percorre la colonna vertebrale alla flessione del collo).
  • Sintomi Motori e Spasticità: Debolezza muscolare (ipostenia) e aumento del tono muscolare (ipertonia spastica), causati dal danno alle vie piramidali nel midollo spinale o nell'encefalo.

​2. Fenotipizzazione della Malattia

​La SM viene classificata in diverse forme cliniche che ne descrivono l'andamento nel tempo:

  1. Sindrome Clinicamente Isolata (CIS): Il primo episodio neurologico.
  2. SM a Ricadute e Remissioni (RRMS): La forma più comune (85%), caratterizzata da attacchi seguiti da recupero totale o parziale.
  3. SM Secondariamente Progressiva (SPMS): Evoluzione della RRMS, con un peggioramento costante della disabilità indipendentemente dalle ricadute.
  4. SM Primariamente Progressiva (PPMS): Caratterizzata da un accumulo di disabilità fin dall'esordio, senza ricadute distinte.

​3. Integrazione Terapeutica: Il ruolo dei Cannabinoidi nella Clinica

​In ambito clinico, l'utilizzo della cannabis medica è diventato un pilastro per la gestione dei sintomi resistenti. Mentre i farmaci biologici (DMT) mirano a ridurre il numero di ricadute, i fitocannabinoidi intervengono sulla qualità della vita quotidiana:

  • Controllo della Spasticità: I pazienti con fenotipo progressivo soffrono spesso di rigidità cronica. Il THC agisce riducendo l'iperattività riflessa nel midollo spinale.
  • Fenomeni Parossistici: I dolori trafittivi o le parestesie urenti traggono beneficio dall'azione modulatrice del CBD sui canali vanilloidi e sulla trasmissione serotoninergica.

​La valutazione clinica attraverso scale validate (come la EDSS - Expanded Disability Status Scale) permette al neurologo di monitorare se l'introduzione della cannabis riduce l'impatto della sintomatologia sulla mobilità del paziente.

​Bibliografia Scientifica

  • Thompson, A. J., et al. (2018). Diagnosis of multiple sclerosis: 2017 revisions of the McDonald criteria. The Lancet Neurology, 17(2), 162-173.
  • Lublin, F. D., et al. (2014). Defining the clinical course of multiple sclerosis: the 2013 revisions. Neurology, 83(3), 278-286.
  • Zajicek, J. P., et al. (2012). Cannabinoids in multiple sclerosis (CAMS) study: 10-year follow-up. The Lancet Neurology, 11(10), 857-867.
  • Kovesi, T. (2016). Symptomatic management of multiple sclerosis. Continuum: Lifelong Learning in Neurology.
  • Novotna, A., et al. (2011). A randomized, double-blind, placebo-controlled, parallel-group, enriched-design study of nabiximols in subjects with refractory spasticity caused by multiple sclerosis. European Journal of Neurology.

Prossimo articolo della serie:

👉 [Modulo 3 - Articolo 10: Dolore Neuropatico e Disfunzioni Vescicali nella SM]


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